Arch Linux
Da LugAnegA.
Sempre più incuriosito da questa distro, ho deciso di installarla su una piccola partizione del mio hard disk (tanto Slackware in 35 Gb ci sta largo). Risultato: Arch in 10 Gb sta più largo che Slackware in 35; è una distro veloce e minimalista (l'installazione di base non prevede nemmeno un window manager) ma perfettamente adattabile alle proprie esigenze. Di sicuro non è adatta agli utenti inesperti, visto che non ha nessuno strumento di configurazione automatico.
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Caratteristiche generali
Innanzitutto mi scuso per la gaffe che ho scritto nella recensione di Slackware: Arch Linux non è una derivata della Slack, anche se sono simili (soprattutto per il sistema di avvio, entrambe BSD-like).
Arch Linux fu creata da Judd Vinet, che si ispirò alla distribuzione CRUX. La prima versione, la 0.1 è uscita nel 2002, mentre l'ultima versione è la 2009.02 (febbraio 2009).
Come dicevo prima, Arch è talmente minimalista che non prevede nemmeno un window manager di default; differentemente da Slackware, che con un'installazione di default ti fornisce tutti i programmi possibili e immaginabili (KDE, XFCE, window manager a palate, programmi poer l'uffico, 3-4 browser web, ecc...), Arch fornisce il minimo indispensabile per accendere il pc e fare il login. Tutta via installare tutti i programmi di cui si ha bisogno è estremamente semplice (devo ammetterlo, molto più che con slackware) grazie a pacman, un gestore di pacchetti con controllo delle dipendenze (più o meno come apt di Debian, solo molto più veloce). Quindi, se appena installato Arch siete spaventati dalla riga di comando, vi basterà digitare:
pacman -S kde
e in pochi minuti (tempo di scaricare i pacchetti dai repo e installarli) vi ritroverete installato il vostro DE preferito! (Se invece volete installare il mio DE preferito, dovrete digitare pacman -S fluxbox).
Potrete trovare qualche difficoltà in più nella configurazione del sistema: non essendoci, come ho detto prima, strumenti di configurazione automatica (es.: xorgsetup, timeconfig, netconfig, ecc... di Slackware), ogni modifica alla configurazione andrà fatta modificando i file relativi (nel 99% dei casi tale file sarà /etc/rc.conf). Probabilmente, comunque, non ne avrete bisogno: io, oltre alle configurazioni richieste in fase di installazione, ho dovuto solo modificare il file relativo all'italianizzazione della tastiera in X e ~/.xinitrc per specificare il WM/DE da avviare al comando startx.
In conclusione, Arch Linux è una distro adatta a chi vuole avere un sistema minimalista, senza tanti fronzoli e con solamente i programmi di cui ha bisogno. Se vi piace Slackware, ma sentite la mancanza di un package-manager con gestione delle dipendenze (non è il mio caso! slackpkg fa il suo lavoro anche troppo bene) e volete provare qualcosa di leggero, Arch è quello che fa per voi.
Pro e contro
Pro
- Velocissima, sia in fase di boot che ad avvio effettuato (anche se poco più veloce di Slackware).
- Potenzialmente completa: di qualunque cosa abbiate bisogno, non dovrete nulla di più di pacman -S qualunque_cosa_di_cui_abbiate_bisogno; attenzione: per qualche strano motivo non funzionano i comandi pacman -S pace_nel_mondo o pacman -S capire_le_donne (in particolare quest'ultimo dà un segmentation fault e manda in crash il sistema)
- Buonissimo supporto anche in italiano, molte guide utili reperibili online (Arch Wiki).
- Per la sua leggerezza è adatta anche a computer dell'anteguerra.
Contro
- Inadatta agli utenti inesperti.
- Oltre al Wiki ufficiale, la documentazione è abbastanza scarsa: se non capite le guide di ArchWiki siete fregati!

