30 Giugno - 22 Agosto 2009 - Altro recupero (senza cd)
Da LugAnegA.
di Porky
Sabato 30 giugno ci e' stato affidato il compito di recuperare un vecchio pc... piccolo problemino:
IMPOSSIBILE FARE IL BOOT DA CD!
Indice |
Caratteristiche
- Ram: 128 Mb
- Cpu: Pentium II (Frequenza da controllare)
- Hard Disk: 1 Gb
- Scheda Video: da controllare
- Scheda Di Rete: 3com 509
- Lettore Floppy
- Lettore CD (no boot)
Tabella Partizioni
- /dev/hda1 - 256Mb - Swap
- /dev/hda2 - 744Mb - Ext3 /
- /dev/hdc - Lettore cd
Tutti i passi del recupero 1
La missione di recupero è stata affidata a Porky.
Il primo passo è stato scegliere la distribuzione da installare: doveva essere una distro leggera ma soprattutto doveva supportare il boot da floppy per l'installazione. Scartate le mini-distro (le moderne Puppy, DSL, ecc... non consentono il boot da floppy) la scelta era tra Debian e Slackware; avendo più esperienza con quest'ultima, l'ho preferita alla distro di APT.
Googlando un po' ho scoperto che per fare il boot da floppy sono necessari almeno 2 dischetti: un disco di boot, da inserire prima di accendere il pc e uno o più dischi di root, che servono a caricare il kernel e la shell dal floppy o da un cd. Controllando nei repository di Slackware ho notato che l'ultima versione a supportare il boot da floppy in fase di installazione è la 11.0; tuttavia, la guida che ho usato (una vecchia edizione di Slackware for Dummies) parlava della 10.0, così ho preferito utilizzare questa versione ed eventualmente aggiornare in seguito. Probabilmente ho fatto uno sbaglio, dato che il procedimento dovrebbe essere identico.
Quindi, seguendo la guida, ho scaricato i 3 dischetti necessari: bare.i (bootdisk), install.1 e install.2 (rootdisks); ho messo i link alla versione 11.0, non alla 10.0 che ho utilizzato io, ma, come ho già detto, il funzionamento dovrebbe essere lo stesso.
Dopodiché ho scritto le immagini nei floppy semplicemente usando il comando cat:
cat bare.i > /dev/fd0 Con inserito il primo floppy; non è necessario montarlo cat install.1 > /dev/fd0 Dopo aver inserito il secondo floppy, ovviamente! cat install.2 > /dev/fd0 Con il terzo floppy
Tutti i floppy erano formattati in ext2.
Il prossimo paragrafo spiega il funzionamento di questi comandi, non è parte dell'esperimento. Se conoscete già il significato dei comandi che ho scritto sopra o se non vi interessa, passate pure oltre
Basi di shell: comando cat e segno '>'
Per creare i floppy di avvio ho usato due comandi che forse non tutti conoscete: cat e il segno '>' (che non è un vero e proprio comando, ma non saprei come definirlo altrimenti). Vediamo come funzionano.
Innanzitutto un bel
man cat
dovrebbe darvi tutte le informazioni che vi servono su questo comando. Comunque, in poche parole, serve a visualizzare il contenuto di un file. Ad esempio:
cat file.txt
visualizza il contenuto di file.txt.
cat file1.txt file2.txt file3.txt
visualizza il contenuto di file1.txt e di seguito quello di file2.txt e file3.txt.
Alcune opzioni utili, oltre ovviamente a --version e --help (che valgono per quasi tutti i comandi e visualizzano rispettivamente l'aiuto del programma e la sua versione attualmente installata, senza eseguire il programma) sono -n, che visualizza il numero di ogni riga del file, e -E, che visualizza un $ alla fine di ogni riga.
Se il comando che ho usato prima fosse stato
cat bare.i
avrei ottenuto in output il contenuto del file immagine (quindi probabilmente qualcosa di illeggibile).
Il simbolo '>' serve a scrivere su un file l'output del comando precedente. La sintassi è:
comando > file_di_output
Ad esempio
lspci > file.txt
salva l'output del comando lspci nel file file.txt; se il file non esiste viene creato. È spesso usato assieme a cat per trasferire il contenuto di un file in un altro file o per unire 2 o più file.
cat file1 > file2
copia il contenuto fi file1 in file2; è quindi equivalente a cp file1 file2, mentre
cat file1 file2 > file3
serve per unire file1 e file2 in un unico file (file3). Con il doppio simbolo '>>', invece, il contenuto del file di output non viene sovrascritto, ma viene aggiunto di seguito; ad esempio
cat file1 > file3 cat file2 >> file3
è equivalente a cat file1 file2 >file3
L'utilizzo combinato di cat e > è molto utile nel caso in cui si debba creare un immagine di un disco (cd, disco esterno, interno o qualunque altro tipo di supporto). Per creare un immagine di un disco esistente basterà infatti dare il comando
cat /dev/xxx > immagine.img
e per scrivere l'immagine su un altro disco:
cat immagine.img > /dev/xxx
Per esempio, qualche settimana fa, ho fatto il backup della mia chiavetta usb con questo comando:
cat /dev/sdg > backup_usb.cat (l'estensione utilizzata non è rilevante)
Per creare i floppy di boot e di root, quindi, abbiamo sfruttato questa "tecnica".
Tutti i passi del recupero 2
A questo punto ho inserito il primo floppy, il quale mi ha avvisato che dovevo inserire anche il cd di Slackware 10.0. Piccolo problema: non lo avevo sottomano, e scaricarmi la iso avrebbe rubato molto tempo. Pensavo -a torto- di poter fare il boot da floppy e poi installare slackware 12.2 senza problemi; ma mi sbagliavo. Cambiando le opzioni di boot del floppy, sono comunque riuscito ad avviare il cd di Slackware 12.2. Il problema si è verificato durante l'installazione della glibc, la libreria di c: non è possibile installare versioni nuove della glibc se è caricato un kernel vecchio. Per questo motivo ho dovuto attendere 2 settimane (questa volta abbiamo lasciato il computer all'istituto Agosti, quindi ho potuto lavorarci solo durante le riunioni del Lug) per tornare a lavorare sul pc.
Armato del cd della 10.0 e di qualche etto di dischi floppy di riserva, sono riuscito ad avviare l'installazione. L'installazione era quasi completata, tutto sembrava essere andato per il meglio, quando, proprio durante l'installazione del boot loader (uno degli ultimi passaggi del post-installazione)... salta la corrente (maledetti relay)! Al riavvio, nonostante il sistema fosse stato installato correttamente, non mi è stato possibile fare il boot da disco fisso, nemmeno con l'aiuto di un floppy. Ho dovuto aspettare quasi un mese (causa 3 settimane di ferie a spasso per l'europa) per ripetere gli stessi identici passaggi (senza interruzione di corrente) e riuscire finalmente a completare l'installazione.
Ora il sistema è funzionante al 100% e prossimamente aggiungerò qualche applicazione di base; per ora ci sono solo alcuni editor di testo predefiniti (vi e pico), fluxbox, mozilla, alcuni terminali grafici (rxvt e xterm), qualche minimo programma che giri senza x (links, lynx, irssi, gpm per il mouse, ecc...) e... basta così per ora! La prossima volta gli installerò alsa e mplayer.
Linux Day
Ebbene sì, la macchina verrà portata al linux day di Belluno il 24 ottobre 2009, come esempio di Extreme Hardware Recycling. prima di allora dovrei aggiornarlo ad una versione più recente di Slackware, installare il necessario per il funzionamento dell'audio (volontariamente omesso in precedenza per non rallentare troppo l'installazione) e configurare fluxbox in maniera decente. Alla fine potrebbe venire qualcosa del genere: [1], con tanto di musichetta personalizzata all'avvio di fluxbox (rigorosamente i primi 15 secondi Eruption, dei Van Halen).

